PRODUZIONE INTEGRATA

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INDICAZIONI PER LA DIFESA DELL’OLIVO

Come previsto dall’art. 4 del disciplinare di produzione della DOP Umbria, la difesa fitosanitaria deve essere effettuata nel rispetto dei programmi di lotta guidata. Di seguito si riportano le indicazioni riguarda la difesa fitosanitaria nel rispetto dei disciplinare di produzione integrata della regione Umbria.

CRITTOGRAME

Occhio di pavone (Spilocaea oleaginea)

La malattia è endemica e si sviluppa in condizioni di elevata umidità. Nella costituzione di nuovi impianti preferire varietà resistenti. Intervenire con 1 trattamento in primavera e, in oliveti dove c’è una forte incidenza della malattia, ripetere il trattamento in autunno.

Prodotti:

  • Dodina (al massimo un trattamento l’anno)
  • Prodotti rameici

Verticilliosi (Verticillium dahliae)

Il patogeno si conserva nel terreno mediante microsclerozi, che si mantengono vitali per 4-5 anni, infetta la pianta dalle radici e si diffonde nell’ospite attraverso i vasi conduttori. Infezioni fogliari e dei giovani rami possono essere causate da conidi provenienti da ospiti erbacei infetti. Nella costituzione di nuovi impianti impiegare materiale vivaistico certificato e portainnesti resistenti. Eliminare le erbe infestanti. Evitare la consociazione o la vicinanza dell’oliveto con piante coltivate suscettibili al patogeno quali le solanaceae (pomodoro, melanzana, peperone,…) e l’erba medica, che fungono da sorgente di conservazione e diffusione dell’inoculo. Disinfezione degli attrezzi durante le operazioni di potatura, per evitare di diffondere la malattia da piante infette a piante sane.

Fumaggine (Capnodium, Cladosporium; Ulocladium, Alternaria,ecc..)

Per evitare le incrostazioni prodotte da questi funghi, che si insediano sulla melata fisiologica delle piante o su quella prodotta dagli insetti, occorre controllare gli insetti eventualmente presenti nell’oliveto, in particolare la cocciniglia nera (Saissetia oleae).

Carie del legno (Coriolus, Polyporus, Fomes, Stereum, Poria, ec..)

Evitare di produrre lesioni sulle piante. Disinfezione delle ferite con mastici cicatrizzanti e soluzioni concentrate di sali di rame. Nel caso in cui la carie interessi il tronco: slupatura fino ad arrivare al legno sano, disinfezione del legno interno e copertura della cavità con materiale.

BATTERI

Rogna (Pseudomonas syringae pv. savastanoi)

Nella costituzione di nuovi impianti impiegare materiale vivaistico certificato. Asportazione, durante la potatura, dei rami con tubercoli e disinfezione dei tagli con prodotti rameici. In seguito ad eventi traumatici (grandinate o lesioni di varia natura) intervenire entro poche ore con prodotti rameici.

Prodotti:

  • Prodotti rameici

FITOFAGI

Mosca delle olive (Bactrocera oleae)

Interventi chimici:

Lotta curativa: è consentito trattare solo al superamento della soglia economica di intervento pari all’’8% di olive infestate da uova e larve vive per le varietà da olio e il 4% per le olive da tavola. Il campionamento si esegue, sezionando 100 drupe prelevate da 10 piante. Interventi adulticidi con sistemi preventivi utilizzando esche proteiche avvelenate o applicando il metodo (Attract And Kill) Interventi agronomici: in caso di infestazioni tardive (terza decade di ottobre) si consiglia di anticipare la raccolta

Prodotti:

  • Dimetoato (Al massimo 2 interventi all’anno indipendentemente dall’avversità. fitotossico su varietà coratina, frantoio, itrana, canino)
  • Fosmet (Al massimo 1 intervento all’anno indipendentemente dall’avversità)
  • Pannelli attrattivi, esche proteiche e sistemi tipo “Attract And Kill”
  • Spinosad (Al massimo 8 interventi anno. Applicazioni con specifica esca pronta all’uso)
  • Imidacloprid (Al massimo 1 intervento all’anno. Applicabile solo in fase post-fiorale)
  • Beauveria bassiana

Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae)

Interventi chimici:

Intervenire al superamento della soglia di 5-10 neanidi a foglia (campionare 100 foglie prese da 10 olivi) e quando almeno il 90% delle uova sono schiuse.

Interventi agronomici:

Concimazioni azotate equilibrate, potature razionali che evitino l’eccessiva fittezza della chioma servono a limitare notevolmente il diffondersi di questo pericoloso fitofago.

Gli stadi più’ suscettibili del fitofago sono le neanidi di prima e seconda età’ che, generalmente, negli oliveti umbri, si ritrovano dalla prima decade di agosto in avanti. Se vengono usati gli oli minerali bianchi fare un primo intervento a metà agosto e ripeterne un secondo a distanza di 15-20 giorni dal primo.

Prodotti:

  • Oli minerali bianchi
  • Fosmet (Al massimo 1 intervento all’anno)
  • Buprofezin (Al massimo 1 intervento all’anno)

Tignola delle olive (Prays oleae)

Interventi chimici:

La generazione che può procurare dei danni è la carpofaga. Soglia: 35% di olive infestate da uova e larve. La soglia di intervento viene determinata in seguito al campionamento delle olive a partire dalla fase fenologica dell’allegagione e fino a inizio lignificazione del nocciolo, prelevando 100 drupe, complete di calice, da 10 piante.

L’intervento chimico sulla generazione carpofaga è consentito per un massimo di un trattamento, eseguito prima della fase fenologica dell’indurimento del nocciolo.

Prodotti:

  • Dimetoato  (Al massimo 1 intervento all’anno)
  • Fosmet (Al massimo 1 intervento all’anno)

Tignola verde dell’olivo (Palpita unionalis)

Interventi microbiologici: sono consentiti interventi solo nelle piante in allevamento.

Interventi agronomici: eliminare i polloni, alla base degli olivi, che costituiscono focolai di diffusione del fitofago.

Prodotti:

  • Bacillus thuringiensis

Scolitidi (Phleotribus scarabeoides, Hylesinus oleiperda, Leperesinus fraxini)

Interventi agronomici: sistemare rami di potatura in zone all’ombra e lasciarli avvizzire. I “rami esca”, che attirano gli adulti in fase riproduttiva, vanno distrutti entro metà maggio (prima che fuoriescano gli adulti).

Moscerino Suggiscorza Resseliella oleisuga (=Clinidiplosis oleisuga)

Interventi agronomici: Sfoltire la chioma per determinare la maggiore insolazione dei rami e l’aumento della mortalità estiva. In caso di attacchi intensi potare i rami attaccati e bruciarli.

L’intervento chimico sulla generazione carpofaga è consentito per un massimo di un trattamento, eseguito prima della fase fenologica dell’indurimento del nocciolo.

 Cotonello o Psilla dell’olivo (Euphyllura olivina)

Interventi agronomici: effettuare potature di sfoltimento che facilitano la circolazione dell’aria e la penetrazione della luce.

Rodilegno giallo (Zeuzera pyrina)

Cattura massale, Nematodi entomoparassiti

Interventi agronomici: uncinamento delle larve con filo di ferro. Eliminazione dei rami attaccati con la potatura invernale.

Prodotti:

  • Trappole a ferormone Steinernema spp. Per effettuare la cattura massale le apposite trappole a feromone devono essere collocate nell’oliveto nel mese di maggio, in n. di 10 ad ettaro, ad almeno 40m di distanza l’una dall’altra e posizionate almeno ad 1m al di sopra della chioma degli olivi.

SCHEDA DI DISERBO

Infestanti: Graminacee e Dicotiledoni

Interventi agronomici: operare con inerbimenti, sfalci, trinciature e/o lavorazioni del terreno

Interventi chimici: non ammessi interventi chimici nelle interfile Interventi localizzati sulle file, operando con microdosi su infestanti nei primi stadi di sviluppo. Ripetere le applicazioni in base alle necessità. Consigliabili le applicazioni nel periodo autunnale.

L’uso di diserbanti può essere opportuno quando: vi siano rischi di erosione (es. pendenze superiori al 5%), oppure vi siano impianti con impalcature basse e di dimensioni tali da limitare la possibilità di intervenire con organi meccanici.

Il diserbo deve essere localizzato sulla fila. L’area trattata non deve quindi superare il 50% dell’intera superficie .

Prodotti:

  • Glifosate (30,4% principio attivo). Dose 7,5 l/ha all’anno
  • Oxifluorfen (22,9% principio attivo). Dose 1 l/ha all’anno. Da utilizzarsi a dosi ridotte (l 0,3 – 0,45 per intervento) in miscela con i prodotti sistemici. Impiegabile tra l’ultima decade di settembre e la prima di maggio
  • Carfentrazone (6,45% principio attivo). Dose 1 l/ha all’anno. Impiego 0,3 l\ha per ciascun intervento.

MACCHINE DISTRIBUTRICI DEI PRODOTTI FITOSANITARI

Scelta delle macchine distributrici dei prodotti fitosanitari

  • Le nuove macchine devono essere scelte in base alle caratteristiche dell’azienda e delle colture da trattare (specie, forme di allevamento, tipologie di impianto ecc.), ed alla facilità e flessibilità d’uso e di regolazione.
  • Quando possibile si dovranno acquistare nuove macchine dotate di certificazione (ENAMA/ENTAM–EN 12761).
  • E’ importante la scelta di attrezzature adeguatamente predisposte per contenere l’effetto deriva (dispositivi di avvicinamento dell’attrezzatura alla vegetazione, meccanismi di recupero, deflettori, ugelli antideriva ecc.).

Regolazione macchine irroratrici

Prescrizioni obbligatorie

Le aziende che aderiscono al sistema “produzione integrata”, per la protezione delle colture, hanno l’obbligo di utilizzare macchine irroratrici che siano in possesso della certificazione attestante l’avvenuta “regolazione”. La certificazione non è richiesta nel caso di macchine irroratrici non utilizzate.

Tale certificazione, resa dai Centri di controllo di cui alla DGR 841 del 10/06/2010 e sue successive integrazioni e modificazioni, deve essere effettuata entro il I° anno d’impegno e ripetuta con cadenza biennale, esclusivamente per le macchine irroratrici utilizzate per i trattamenti .

In ogni caso, la certificazione  è considerata valida a condizione che la stessa sia stata rilasciata non oltre i due anni antecedenti la data  del trattamento.

La DGR 1392/2010 poi modificata dalla DGR 331/2012 ha istituito un elenco regionale dei Centri Prova operanti su territorio regionale e autorizzati al controllo funzionale delle macchine irroratrici ai sensi della DGR 841/2010. L’elenco è consultabile all’indirizzo www.agricoltura.regione.umbria.it/Mediacenter/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=67&explicit=SI

Sono esonerate da tale adempimento le macchine irroratrici speciali quali: lance a mano collegate a irroratrici tradizionali, a motocarriole o pompe fisse; irroratrici spalleggiate con e senza motore autonomo; le irroratrici ad ultra basso volume (tipo CDA, fogger, barre umettanti) in quanto utilizzate soprattutto in ambiente protetto (quindi tale da non generare un elevato impatto ambientale – deriva) e difficilmente controllabili e regolabili a seguito della mancanza di un vero e proprio circuito idraulico e del relativo sistema di regolazione.

Corretto impiego

  • Per il corretto impiego delle macchine distributrici di PF è importante che le macchine stesse siano sottoposte a periodici controlli di taratura, al fine di stabilire i parametri operativi più adeguati in funzione delle colture presenti in azienda, delle forme di allevamento, dei sistemi di impianto, dello stadio fenologico.
  • La preparazione della miscela dovrà essere effettuata con la massima attenzione a non determinare inquinamenti puntiformi.
  • L’esecuzione dei trattamenti dovrà avvenire nel rispetto delle precauzioni operative orientate alla minimizzazione degli effetti deriva. Ad esempio: trattare in assenza di vento, mantenere adeguata distanza da corpi idrici dalle strade e dalle abitazioni.
  • Lo smaltimento dei residui del trattamento e delle acque di lavaggio dovrà essere attuato in modo da evitare contaminazioni puntiformi di prodotti fitosanitari nell’ambiente. Può a questo proposto essere opportuno gestire lo smaltimento aziendale dei residui di trattamento e di lavaggio attraverso vasche attrezzate per la raccolta e/o sistemi bio-bed.

Impiego dei dispositivi di protezione individuale

  • In merito all’impiego di DPI (dispositivi di protezione individuale), in tutte le fasi operative, dal prelievo del prodotto fitosanitario (PF) fino allo smaltimento del residuo di miscela, il personale addetto alla preparazione ed alla distribuzione delle miscele deve operare nel rispetto delle indicazioni riportate nelle schede di sicurezza dei singoli prodotti fitosanitari impiegati, adottando adeguate protezioni a difesa dei rischi derivanti da assorbimento cutaneo, contaminazione  oculare, assorbimento per inalazione e orale.
  • I DPI (tute, stivali, guanti ecc.) devono essere mantenuti in idonee condizioni di pulizia e conservate in luogo separato rispetto ai PF. I filtri per maschere e cabine pressurizzate vanno periodicamente sostituiti, con frequenza proporzionata al periodo d’uso.

Smaltimento delle confezioni

Per lo smaltimento delle confezioni vuote o di PF revocati l’agricoltore farà riferimento alle norme vigenti a livello regionale.

DEROGHE ALLE NORME DEI DISCIPLINARI DI AGRICOLTURA INTEGRATA

Le aziende, in seguito al verificarsi di avversità biotiche ed abiotiche possono richiedere particolari deroghe al Servizio Politiche per l’ Innovazione e Fitosanitarie della Regione Umbria,  per  impieghi di trattamenti fitosanitari non previsti dai disciplinari in oggetto. Le deroghe verranno concesse a seguito di specifica richiesta scritta dell’azienda o di tecnici delegati contenente le seguenti indicazioni:

  • intestazione ed ubicazione dell’azienda o dell’area interessata;
  • la coltura o i gruppi di colture per le quali si richiede la deroga;
  • l’avversità;
  • le motivazioni che giustificano l’intervento;

Il Servizio preposto provvederà tempestivamente alla risposta e comunque non oltre tre giorni lavorativi successivi alla data di ricevimento, riservandosi la possibilità di eseguire sopralluoghi per accertare la necessità dell’intervento. Nel caso di deroghe a valenza territoriale, il Servizio  Politiche per le Innovazioni e Fitosanitarie provvederà all’inserimento delle stesse nei relativi bollettini fitosanitari con l’individuazione dell’ambito territoriale nel quale si potranno applicare.

INDICAZIONI PER LA FERTILIZZAZIONE DELL’OLIVO

Fase di pre-impianto: non è ammesso alcun apporto di concimi minerali azotati.

Fase di produzione: l’apporto di azoto deve essere fornito in dosi frazionate, al massimo 60 kg/ha ad ogni distribuzione.

L’azoto minerale deve essere somministrato in una quota pari ai 2/3 della dose standard poco prima della ripresa vegetativa e la restante ad allegagione avvenuta.

La dose dei concimi a base di fosforo e potassio deve corrispondere a quella indicata per la dotazione dell’elemento nutritivo desumibile dall’analisi del terreno effettuata.

Fosforo e potassio vanno interrati o somministrati con fertirrigazione, perché non hanno capacità di penetrazione nel terreno.

Ripresa vegetativa Fioritura Ingrossamento frutto Frutto maturo
AZOTO Favorisce il germogliamento Favorisce l’allegagione Promuove l’ingrossamento del frutto Favorisce l’indurimento del nocciolo
FOSFORO Stimola la radicazione Aumenta la fertilità dei fiori Promuove la sintesi delle proteine Promuove l’accumulo di olio
POTASSIO Riduce i danni da gelo Aumenta la germinazione del polline Regola il bilancio idrico e riduce i danni da siccità Favorisce il rapporto polpa/nocciolo. Migliora le caratteristiche organolettiche e la resa in olio

 

AZOTO

DOSE STANDARD: 120 kg/ha di N

Ridurre di:

  • 20 kg: se si prevedono produzioni inferiori a 6 t/ha;
  • 20 kg: in caso di elevata dotazione di sostanza organica (linee guida fertilizzazione);
  • 20 kg: nel caso di apporto di ammendante nell’anno precedente;
  • 20 kg: in caso di eccessiva attività vegetativa.

Dotazione sostanza organica

Aumentare di:

  • 20 kg: se si prevedono produzioni superiori a 10 t/ha;
  • 20 kg: in caso di scarsa dotazione di sostanza organica (linee guida fertilizzazione);
  • 20 kg: in caso di scarsa attività vegetativa;
  • 15 kg: in caso di forte lisciviazione dovuta a surplus pluviometrico in specifici periodi dell’anno (es. pioggia superiore a 300 mm nel periodo ottobre-febbraio).

 

FOSFORO

DOSE STANDARD:

  • 50 kg/ha: in caso di terreni con dotazione normale;
  • 100 kg/ha: in caso di terreni con dotazione scarsa;
  • 30 kg/ha: in caso di terreni con dotazione elevata.

Fosforo assimilabile

In allevamento:

  • 1° anno: max 15 kg/ha;
  • 2° anno: max 25 kg/ha.

Ridurre di:

  • 10 kg: se si prevedono produzioni inferiori a 6 t/ha.

Aumentare di:

  • 10 kg: se si prevedono produzioni superiori a 10 t/ha;
  • 10 kg: in caso di scarsa dotazione di sostanza organica (linee guida fertilizzazione);

20 kg: in caso di terreni ad elevato tenore di calcare attivo.

POTASSIO

DOSE STANDARD:

  • 120 kg/ha: in caso di terreni con dotazione normale;
  • 180 kg/ha: in caso di terreni con dotazione scarsa;
  • 80 kg/ha: in caso di terreni con dotazione elevata.

Potassio scambiabile

In allevamento:

  • 1° anno: max 20 kg/ha;
  • 2° anno: max 40 kg/ha.

Ridurre di:

  • 20 kg: se si prevedono produzioni inferiori a 6 t/ha;
  • 30 kg: con apporto di ammendante.

Aumentare di:

20 kg: se si prevedono produzioni superiori a 10 t/ha.
    Alcune Indicazioni
  1. Iniziare la raccolta dopo aver fissato un preciso appuntamento con il frantoio che dovrà eseguire la molitura, al fine di effettuare la lavorazione delle olive tassativamente entro le 24 ore, massimo 48 ore dal momento della raccolta sulla pianta;
  1. Non appena terminata la raccolta è importante effettuare un trattamento con prodotti a base di rame (poltiglia bordolese) sull’intera chioma degli olivi;
  1. Non anticipare gli interventi di potatura in questo periodo, ma rinviarli al periodo adatto che corrisponde alla fine dell’inverno/inizio primavera.
  1. Dopo la potatura primaverile effettuare un nuovo trattamento a base di rame (ossicloruro di rame);
  1. Se possibile, già nel mese di gennaio, effettuare delle abbondanti concimazioni con letame bovino od ovino, possibilmente seguite da un leggero interramento della sostanza organica.